Il vigneto è l'espressione del Terreno

Cerchiamo l’espressione essenziale della nostra vigna in questo terreno molto particolare.
 La pratica di non intervenire chimicamente permette alle nostre piante
 di crescere nel modo più naturale possibile
e di esprimere la piena originalità del suolo, 
il microclima e le varietà delle viti del Podere Le Ripi.

Nei nostri vini, indipendentemente dalle varietà, si riconoscono in ogni annata alcune note particolari – nello spettro dell’aroma e nella struttura – che sono tipiche di questo terroir. Credo fermamente che questo sia dovuto al fatto che le nostre piante vivono in un ambiente estremamente naturale e quindi esprimono alcune tonalità peculiari che provengono dalla struttura geologica e chimica del nostro suolo.

Per esempio, una cosa che volevo fin dall’inizio è stato quello di mantenere la flora che c’era nei campi quando arrivai: i fiori e le erbe, ma anche la micro-flora, la micorriza sviluppatasi nei secoli prima di noi. Per fare questo non abbiamo ribaltato il terreno sotto sopra come si usa fare, ma abbiamo appena smosso il terreno compatto per permettere all’aria di entrare.

Il vino è fatto dal vigneto

Ok, oggi quasi tutti fanno questa citazione!
 Ma cosa vuol dire??

Vedo due approcci di vinificazione nettamente diversi che io definisco come:

interventisti

non interventisti

Podere le Ripi appartiene decisamente al secondo gruppo: NOI NON INTERVENIAMO
 Essere “non interventisti” non significa che non cerchiamo di fare tutto il possible per coltivare l’uva migliore possibile: lo facciamo. Siamo in biodinamica, strappiamo le erbacce quanto possibile a macchina o a mano con la zappa. Così come usiamo un meraviglioso rovere dei Vosgi per fermentare e affinare i nostri vini.
Quello CHE NON FACCIAMO è l’aggiunta al suolo, alle piante, e quindi al vino, dei prodotti dell’industria chimica, con l’eccezione dei composti di zolfo e rame, che la vinificazione usa da secoli.

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    Podere Le Ripi video 2016

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    Rispetto per l'ambiente

    Questo suolo, questa terra, questo bosco e questi campi
 sono stati incontaminati per tutta la loro storia.

    Pensiamo sia nostro dovere preservare questa meraviglia come l’abbiamo trovata per le prossime generazioni.
 Applicando il protocollo della biodinamica, evitiamo le sostanze chimiche e preferiamo il costoso lavoro fatto a mano a qualsiasi soluzione “veloce”.
    Crediamo anche che questo tipo di pratica agricola risulti sana per i vini di forte personalità e buoni aromi:
 proviamo gioia quando li beviamo e sappiamo che questa gioia è condivisa dai nostri clienti.

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    L'influenza dell'antico Vulcano

    Il monte Amiata si trova a 1,738 metri sul livello del mare.

    E’ stato un vulcano fino a 700.000 anni fa. Questa grande montagna nel centro della Toscana ha una forte influenza sul modo in cui il tempo meterelogico si muove nella zona. Le nuvole tendono a “muoversi intorno” all’Amiata, così molto spesso piove, o peggio grandina tutto intorno e non al Podere le Ripi. 
Ma anche l’escursione termica di cui godiamo è in parte dovuta a questa montagna che origina freschi venti discendenti di notte e venti termici ascendenti di giorno: non è normale, qui intorno, avere notti di 18°C e giorni di 35°C, ma a le Ripi succede ogni estate… e rende la nostra uva più aromatica.

I Terreni

L’elemento del terreno che marca di più un vino, a mio parere, è la composizione del suolo.

Il nostro suolo è composto da:
Argilla, che è spesso mescolata al sodio, infatti spesso questa argilla è salata.
Tufo e sabbia silicia compressi dalle pressioni geologiche.
Massi di calcare corroso da secoli di maree e dalle acque dei fiumi.
Arenaria beige, a volte è anche bluastra quando è più giovane.
Quindi abbiamo tutti i generi di minerali possibili contenuti nel terreno e se si pensa che il monte Amiata,
vicino quasi 7 miglia nautiche, è un antico vulcano,
sedimenti di detriti vulcanici sono presenti nel terreno.

Una squadra di amici

Potremmo sembrare strani, ma crediamo che i prodotti esprimano l’amore che la gente ha investito in essi facendoli. Per questo motivo investiamo molto nella nostra gente.

Economicamente come emotivamente, siamo coinvolti con loro e ci sentiamo come una squadra di amici.
La maggior parte di loro lavora con noi da molti, molti anni e sono molto orgogliosi dei vini che fanno con noi.
In particolare Sebastian (il nostro Enologo) e Alessandro (il nostro Agronomo) che coordinano tutta la squadra.
Ci piace pranzare e cenare insieme discutendo dei nostri vini comparandoli con altri.

La raccolta è svolta rigorosamente a mano

Raccogliamo delicatamente le uve in cassette,
 sempre alla mattina presto per portarle ancora fresche in cantina.

A volte la nebbia ci obbliga ad aspettare perchè troppa rugiada bagna gli acini. Aspettiamo finchè non evapora poi raccogliamo più velocemente possibile perchè non vogliamo che l’uva si scaldi con il sole.
 Cerchiamo di raccogliere in due momenti: prima le uve mature e qualche giorno più tardi andiamo a prendere quelle che necessitavano di più maturazione. Ma, siccome il raccolto è sempre molto poco, raramente più di 3.000 kg per ettaro, la maturazione è molto spesso uniforme.
Se alcune uve sono leggermente più avanti portano molto zucchero e tannini maturi, se altre sono leggermente in ritardo compensano con una maggiore acidità ed aroma. Prestiamo molta attenzione al fine di evitare uve acerbe che portano tannini acerbi, quelli che noi chiamiamo “tannini verdi” che danno una tannicità più durevole e un aroma vegetale, come una certa amarezza ai vini.
 Per questo sono sempre in lotta contro il tempo e le condizioni atmosferiche: bisogna avere il coraggio di aspettare, in settembre ed in ottobre, non è raro vedere il tempo peggiorare ed essere obbligati ad aspettare ancora affinchè la pioggia venga riassorbita dall’uva.
 Ma noi lo sappiamo, se le uve non sono perfettamente mature faremo vini meno perfetti. Così sappiamo dove trovare questo coraggio!

 

VINIFICAZIONE

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